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Ricordo di Idilio Dell’Era

 

 Venti anni fa moriva, il 18 giugno 1988, il grande poeta e scrittore senese don Martino Ceccuzzi, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Idilio Dell’Era.

 Nato  a chiusi l’11 novembre 1904, Martino fu costretto, ancora fanciullo, a trasferirsi con il padre ferroviere  a Firenze, poi in Maremma nei pressi di Montepescali. In seguito, seguendo la sua vocazione per il sacerdozio, si iscrisse prima al seminario di Grosseto, successivamente, a quello di Siena. Qui ebbe inizio il suo amore per la nostra città, il  cui misticismo gli ispirò già allora alcune composizioni poetiche.

  Dopo aver preso i voti, fu parroco di alcune località della Maremma, come Ravi, Istia di Ombrone e,  dal 1932 alla fine della guerra,  Casal di Pari dove, accusato di aiutare i partigiani, fu messo al muro dai fascisti e salvato solo grazie alla colletta  dei suoi parrocchiani.

  Sua compagna costante, oltre alla fede,  è stata la poesia, non solo nel senso delle composizioni poetiche, ma in quello molto più ampio, della continua ricerca del bello e dell’assoluto. “Pellegrino di bellezza” lo ha definito Mario Specchio nella presentazione  del Mendicante di eternità, l’antologia delle opere dello scrittore senese per i tipi “Cantagalli editore”, edita nel settembre 2005.

 Si ricordano fra le più famose opere in prosa La mia toscana, Leggende toscane, Il pianto delle torri; fra le raccolte di poesia La raccolta del povero, Pietà degli anni sterili, Polifonie di una notte deserta. Gran parte di queste opere sono dedicate a Siena, la città che amava, e al suo territorio, la Montagnola senese, fonte inesauribile in cui lo scrittore appagava il suo amore per la natura.

A Siena  Idilio - autore dell’ inno del palio e di sonetti per le contrade – ha dedicato alcune delle sue poesie più belle, come – tanto per ricordarne una famosa - “Sempre avara mi fosti…”, in cui il suo amore struggente, non ricambiato, per la sua città irrompe come quello di un innamorato respinto dall’amata. Del resto, l’unico riconoscimento che la sua città gli ha tributato durante la sua vita è stato il Mangia d’argento, conferito dall’allora Sindaco della città, Mazzoni della Stella.

  Idilio Dell'Era non fu solamente un parroco amato dai suoi parrocchiani e un valido scrittore e poeta. E' doveroso qui ricordare anche l’opera di educatore del Dell’Era, che per lunghi anni affiancò all’attività letteraria, quella di insegnante in quasi tutti gli istituti e scuole di Siena. Fu molto amico del preside Mancini e, soprattutto, di Glauco Tozzi, figlio dello scrittore Federigo.

 Dell’opera di quest’ultimo Idilio era stato un profondo conoscitore e ciò gli aveva permesso di intuire, ben prima della nota rivalutazione degli anni 70’ e 80’, il valore letterario del grande scrittore senese.

  Negli anni 80’ ha inizio la malattia di Martino Ceccuzzi  che lo portò alla perdita  della memoria e all’allontanamento – per necessità di cure – dalla sua Siena,nella quale, quando gli fu possibile, anche per brevi periodi, tornò, ospite del parroco di Brenna (don Bari), dove gli amici e gli ex allievi andarono più volte a trovarlo, come non molti anni prima erano soliti fare a Toiano, nella  “domus bonitatis”, la casina che Idilio aveva definito “piccola come un guscio di noce” ..

  Don Martino è morto  a Manziana, sul lago di Bracciano, presso la nipote  che da alcuni anni lo aveva accolto in casa sua.

Secondo le sue volontà  è stato seppellito nel Cimitero della Misericordia di Siena.

  L’11 novembre 2004 il Comune di Sovicille – nel cui territorio il poeta ha risieduto (prima  a S. Giusto a Balli poi a Valli a Toiano) dal 1950 al 1980 – ha preso l’iniziativa (si ringrazia, in particolare il sig. Sindaco e Giovanna Ferri) della celebrazione del centenario della nascita, con un convegno nella sala consiliare e la successiva  pubblicazione degli atti, primo grande passo per la rivalutazione e la riscoperta di questo nostro concittadino, poeta e scrittore, che dal 1929 al 1983 ha scritto ben 40 opere di poesia, narrativa, saggistica e agiografia.

 Nel dicembre 2006 ha avuto luogo un primo importante convegno di studi sul poeta, sia a Siena (teatro dei Rozzi) sia a S. Leolino – promosso dall’omonima comunità culturale (rivista Feeria) e religiosa, per ricordare, in particolare ai suoi  concittadini, oltre al  messaggio evangelico e umano dello scrittore senese, il suo valore nel campo letterario. Durante l’incontro – che ha visto la partecipazione, oltre che di Mario Specchio (recentemente scomparso), di Alfredo Franchi e Fausto Landi (i curatori dell’Antologia), di Luigi Oliveto,  Francesco Ricci, Carmelo Mezzasalma e altri studiosi – l’opera di  Dell’Era è stata esaminata   nei suoi diversi aspetti, poetico, letterario, linguistico, religioso e filosofico, ad opera della suddetta comunità.

Nel 2005 è stata pubblicata, con l'editore Cantagalli, la raccolta antologica degli scritti di Dell'Era "Mendicante di eternità, Le cose più belle dell'ultimo mistico senese". 

Nel gennaio 2008 è stata ristampata  da parte delle edizioni Pugliese di Firenze, una delle opere più famose dell’autore, “La mia Toscana”.

Nel 2009 sono stati pubblicati gli  atti del Convegno: “Idilio Dell’Era -Tra poesia e mistica”.

  Negli ultimi anni un contributo molto significativo  per  la valorizzazione e la riscoperta  di Dell’Era è stato dato dal prof. Francesco Rossi che, come aveva fatto precedentemente il prof. Alfredo Franchi, ha esaminato con la più grande attenzione le carte delleriane ed ha scoperto interessanti inediti che sono a disposizione nel sito e, si spera, saranno ben presto pubblicati. Lo stesso Rossi, il Comune di Sovicille  - che alcuni anni fa, in occasione del centenario della nascita, ha dedicato all’autore la Bibilioteca Comunale e una via del paese – ed altri amici dello scrittore (fra cui, ovviamente, il sottoscritto) gestiscono l’Associazione a lui dedicata.

 Un importante contributo è venuto in questi ultimi anni anche dalle ricerche portate avanti a Lugano da Paolo Fioravanti negli archivi del Giornale del Popolo di Lugano, dell'Illustrazione Ticinese e nell'Almanacco Ore in famiglia. Sono stati riportati alla luce centinaia di articoli di Idilio Dell'Era (prose, saggi, poesie, racconti e scritti agiografici) scritti fra gli anni '30 e gli anni '80 del secolo passato, che hanno permesso di avere un quadro molto più ampio e particolareggiato della biografia dello scrittore, dei suoi rapporti culturali e delle sue frequentazioni nel Canton Ticino. Grazie a questa ricerca si è potuto così ampliare la cronologia delle opere dell'autore, a disposizione degli studiosi nel sito.

  La ricerca del Fioravanti ha permesso di fare una prima pubblicazione delle poesie comparse nella pagina culturale del GdP fra il 1947 e il 1967 "Liriche dal Canton Ticino", Ed. Cantagalli, 2011. Altre potranno seguire.

 Recentemente sono stati ripubblicati dall'Associazione "Idilio Dell'Era", per l'Editore Effigi,un libriccino di poesie per bambini "Il Canzoniere del fanciullo" 2009,  due libri di racconti che non erano più stati editi dagli anni '40: "Malavalle", Racconti di Maremma, 2010 e "Il canto della zolla",2011,  inoltre una raccolta di prose in parte inedite, “Paesaggi mistici”, ed. Effigi, 2012.

Gli scopi dell'Associazione, come riportato nello Statuto, sono la catalogazione dei manoscritti dell’autore (conservati presso la Biblioteca Comunale degli Intronati della nostra città), la valorizzazione delle opere poetiche e letterarie e del messaggio spirituale ed umano di Idilio Dell’Era  in campo nazionale ed internazionale, l’analisi dei problemi legati al rapporto dell’uomo con il divino, lo studio della trasformazione culturale, religiosa ed umana della toscana nella realtà contemporanea, la divulgazione nelle scuole, a cominciare da quelle del territorio comunale, provinciale e regionale.

 

  Grazie alle iniziative che già sono state prese e che continuano ad essere promosse – fra le istituzioni (Comune di Sovicille, Proloco, Istituto Comprensivo Lorenzetti) e gli Enti finanziari (Cras e SMS-CRAS), ci auguriamo che si possa dare concretezza ai progetti avviati e che non solo la critica ufficiale ma gli stessi senesi possano meglio conoscere, apprezzare e, in alcuni casi, scoprire il valore dell’ opera del nostro concittadino e prete dimenticato – anche dal clero - che lo stesso Bargellini chiamò a collaborare alla famosa rivista “Frontespizio” e a cui il grande poeta francese P. Claudel tributò uno dei suoi giudizi più lusinghieri: “un libro di Idilio Dell’Era è sempre una ventata di spiritualità e di forza  che investe l’anima nostra e la costringe,magari per un attimo solo, a dimenticare gli squallori e la tristezza  della nostra vita quotidiana e ad innalzarsi verso le iridescenze dell’ideale e della incorruttibile bellezza.”

 

Fausto landi

 

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Ultimo aggiornamento: 23-02-17